MigraçÕes na



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Disabili, donne e stranieri più colpiti dalla recessione


In un anno 51 mila avviamenti al lavoro in meno. Le categorie deboli: gli immigrati assunti con contratti interinali e le donne italiane

di MARINA CASSI



TORINO: E’ come se l’intera città di Moncalieri sparisse. In un anno in Piemonte gli avviamenti al lavoro sono stati 51.406 in meno. Un mare di destini personali che si sono scontrati con la crisi: la flessione c’è stata confrontando il periodo tra l’ottobre 2007 e il febbraio 2008 con l’ottobre dello scorso anno - quando la recessione è diventata realtà - e il febbraio di quest’anno.Sembra che il lavoro si sia ritirato come una bassa marea e ancora arretra visto che dai 66.900 avviamenti di gennaio già si è scesi ai 43.900 di febbraio.

Ma, come sempre accade, non tutti rimangono impigliati negli ami della crisi nello stesso modo. Ci sono i sommersi, ci sono i salvati e spesso la linea di frattura è del tutto casuale: dipende dal contratto con cui si è stato assunto, dal sesso, dalle condizioni fisiche.

Il direttore dell’Agenzia Piemonte lavoro, Aldo Dutto, non ha dubbi: «Pagano di più i disabili i cui avviamenti sono calati del 35 per cento; gli stranieri perché in prevalenza vengono assunti con contratti interinali e le donne, ma non le straniere perché sono quelle impiegate nei lavori di cura e, malgrado la crisi, della badante le famiglie hanno sempre bisogno».

La botta peggiore negli avviamenti è stata ovviamente nella provincia di Torino con un calo del 17,8% contro una media regionale del meno 15. Ha fatto peggio solo il Verbano-Cusio-Ossola con il 18,9. Sono i territori della manifattura classica a andar male perché le cadute peggiori negli avviamenti sono nella metalmeccanica con un meno 36%, nei servizi alle imprese con meno 28, i trasporti con meno 26.

Poi ci sono anche comparti che vivacchiano: l’alimentare flette «solo» del 14%, alberghi e ristoranti del 10, il commercio del 7. C’è addirittura chi sale, come sanità e assistenza in avanzamento del 4%. Malissimo, invece, il settore pubblico dell’istruzione in caduta del 30.

I numeri rivelano la debolezza delle persone: gli avviamenti interinali sono precipitati del 40%. Detto così significa poco, ma in realtà vuol dire che i tanti, soprattutto giovani, che per anni sono passati da un contratto interinale a un altro adesso sono fermi.

E entrano meno - del 28% - in fabbriche e uffici anche gli apprendisti e del 22% i contratti atipici. La crisi verticale degli interinali si scarica con più forza sugli stranieri, in particolare sui maschi. Dice Dutto: «La flessione in questo caso è del 42%. Erano im- piegati in lavori pesanti nell’industria e nell’edilizia e adesso faticano e non poco a trovare altri posti».

Il blocco degli avviamenti flessibili ha come conse- guenza un dato apparentemente contraddittorio, frutto delle torsioni di un mercato del lavoro domi- nato dalla precarietà: le cessazioni dei rapporti di lavoro non sono cresciute malgrado il peggiorare della crisi.

Dutto spiega: «Meno avviamenti interinali, che erano numerosissimi per tempi brevi, significa meno cessazioni». Ma tra le cessazioni sono salite del 121% i licenziamenti e addirittura del 178% quelli individuali. Per Dutto «si tratta di addetti di piccole e medie imprese».

Sono quelli delle aziende sotto i 15 dipendenti che in maggioranza hanno ammortizzatori sociali ridotti al minimo. L’assessore regionale al lavoro, Angela Migliasso, commenta amaramente: «Sono sempre i più deboli a pagare, quelli che non hanno tutele e intanto si continua ad attendere il decreto del governo sugli ammortizzatori sociali».

Fonte: www.lastampa.it/Torino - 18.03.2009



Nazioni Unite: immigrati, una risorsa per l’economia mondiale


di Santosh Digal

Lo sottolinea il segretario generale Onu Ban Ki-Moon a Manila, in occasione del secondo forum mondiale sulla migrazione e lo sviluppo. Dalla Chiesa cattolica il monito a rispettarne “i diritti e la dignità” e a sviluppare “progetti condivisi” che siano di aiuto “agli immigrati e alle loro famiglie”.

Manila (AsiaNews) – In un periodo di “recessione mondiale”, i migranti non devono essere visti come “una minaccia”, quanto piuttosto una “risorsa per uscire dalla crisi”. È quanto afferma il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ai delegati presenti al secondo Forum mondiale sulla migrazione e lo sviluppo (Gfmd). Il summit, in programma a Manila dal 27 al 30 ottobre, vede la partecipazione di almeno 800 delegati in rappresentanza di 163 nazioni.

Questa mattina una coalizione formata da 241 realtà, fra le quali la Chiesa cattolica filippina, ha sottoscritto una iniziativa chiamata People’s Global Action che presenterà al sottosegretario filippino agli esteri, con delega ai lavoratori migranti, Esteban Conejos Jr. Il comunicato in cui viene illustrato il progetto è stato redatto dopo una due giorni di lavori sulla “questione dei migranti”; in esso si chiede ai governi di sviluppare politiche che promuovano “i diritti umani dei migranti” e “utiliz- zino il forum per fissare criteri di tutela” attraverso l’Organizzazione internazionale del lavoro e le altre agenzie che fanno riferimento all’Onu.

I partecipanti all’iniziativa specificano che il documento non ha valore vincolante per i governi e le Nazioni Unite, ma fornisce indicazioni utili per affrontare il problema. P. Edwin D. Corros, segretario esecutivo della Commissione episcopale per la cura pastorale dei migranti (Ecmi-Cbcp), spiega il lavoro della Chiesa cattolica:. “Se il Forum darà vita a politiche volte a tutelare i migranti – afferma p. Edwin – questo è conseguenza anche del lavoro svolto dalla Chiesa, che si è sempre battuta in prima persona nella difesa dei loro diritti, premessa indispensabile per il loro sviluppo”.

Illustrando l’importanza del Forum in programma in questi giorni a Manila per la “missione della Chiesa in Asia”, p. Corros sottolinea come “il problema dell’immigrazione sia un fenomeno di scala mondiale”, anche all’interno del continente asiatico. “A causa della disparità di risorse economiche, finanziarie e della situazione politica di alcuni Paesi – aggiunge il religioso – gli asiatici si stanno spostando da una nazione all’altra” ed è neces- sario promuovere politiche che li aiutino e ne tutelino la dignità. Pur non aspettandosi grandi risposte dal Forum, egli ribadisce che l’opera promossa dalla Chiesa può servire a “smuovere le coscienze” e dar vita a “soluzioni condivise” nell’in- teresse “dell’umanità intera”, con un particolare riferimento “agli immigrati e alle loro famiglie”.

Il problema dei lavoratori immigrati è stato anche al centro dell’incontro fra Benedetto XVI e il nuovo ambasciatore filippino presso la Santa Sede, la signora Cristina Castañer-Ponce Enrile, ricevuta lo scorso 27 ottobre per la presentazione delle credenziali. Nell’ambito della preoccupazione per il bene sociale, il Papa ha fatto riferimento all’attenzione che Manila pone nei confronti dei cittadini emigrati, spiegando che l’immigrazione è “una risorsa per lo sviluppo”. “I leader dei governi – ha aggiunto Benedetto XVI – debbono fronteggiare numerose sfide quando si impegnano ad assicu- rare l’integrazione degli immigrati nella società, in modo che sia riconosciuta la loro dignità umana e sia loro offerta l’opportunità di guadagnarsi una vita decente, con un tempo adeguato per il riposo e la dovuta previsione per la possibilità di pregare”.

Fonte: http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=13614 - 29.10.2008




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